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Panorama aereo del centro storico che domina, dall’alto le rocche, la Bormida

Il centro storico

Riscoperta, recupero e conservazione dei valori ambientali e culturali presenti nel paesaggio costruito sono diventati, in questi ultimi anni, una delle priorità per tutti: addetti ai lavori, amministratori e cittadini.La presa di coscienza del fatto che la nostra storia e quella dei nostri padri sono scritte a chiare lettere sulle pietre delle nostre case deve far nascere in noi il desiderio di non cancellarle con un colpo di spugna.
Questo sentimento è stato tradotto sia in campo nazionale e regionale sia nelle singole realtà locali in normative e strumenti atti al controllo ed alla conservazione del patrimonio storico ed architettonico.Non si pensi comunque che questo sia un “capriccio”, o per così dire un fenomeno “alla moda”, ma è semplicemente un ritorno alle regole che hanno seguito di pari passo la nascita e le successive espansioni o modifiche dei nostri paesi e delle nostre città: regolamenti edilizi, regolamenti d’ornato, regole scritte e regole implicite ne hanno disegnato nei secoli il tessuto e l’aspetto.
Poi queste regole sono state dimenticate, o più semplicemente scavalcate negli ultimi decenni, regalandoci innumerevoli brutture e deturpamenti che hanno messo a dura prova le caratteristiche tipologiche ed architettoniche consolidate nei secoli; si è rischiato di perdere patrimonio artistico e memoria storica.