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Panoramica sulla comunità di Terzo fra 1650 e 1870:
riflessi in un microcosmo

Si parla di Storia ed il pensiero corre subito a quella che ci informa di grandi eventi e di personaggi che hanno influito sull'assetto politico di regioni e continenti, nonché sull'evoluzione delle società. I manuali, infatti, ignorano sovente la vita quotidiana di donne e uomini anche se essa si è svolta nell'alveo della Grande Storia ed è stata, a volte solo marginalmente, condizionata dagli avvenimenti e da "l’air du temps" che essi stessi, forse in pochissima misura, hanno contribuito a creare.
E’ possibile, però, aprire spiragli sulla vita di piccole comunità locali, come quella terzese, e sui mutamenti della loro struttura osservando le tracce da esse lasciate sul territorio, nei toponimi e nei documenti che le riguardano, cogliendo il riflesso di avvenimenti e fenomeni che hanno scosso la società più vasta, narrati dalla Storia.
Ci parlano della comunità di Terzo il paesaggio, i registri del Catasto, le delibere dei Consigli Comunali, i documenti parrocchiali: essi costituiscono una miniera di notizie, molte esplicite, altre che trapelano indirettamente se si cerca di capire ciò che il testo tace.
Nel 1663, anno a cui risale il primo "Cattastro della Comunità di Terzo” conservato in loco, gli Avellani erano da tempo signori del feudo che, oltre a garantire una buona rendita, aveva sancito la loro ascesa sociale.
Per l'Europa intera era già cominciato un lungo periodo di recessione che sarebbe durato fino al 1750. Le nostre zone erano state devastate nei secoli precedenti da guerre, calamità naturali, carestie, epidemie, che avevano lasciato il loro segno da noi come nei paesi vicini: particolarmente terribili erano state la carestia del 1611 e l’ondata di peste del 1630, scoppiata dopo che truppe alemanne avevano svernato ad Acqui.
Le contese erano continuate negli anni seguenti.
Nel 1691 Terzo avrebbe dovuto versare una quota di denaro agli Alemanni. Non lo fece. Come ritorsione il capoluogo ed alcune borgate furono saccheggiati e bruciati; i documenti della Comunità furono dati alle fiamme.
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