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Terzo attraverso il medioevo

 

La ripida parete delle “rocche” di Terzo, che incombe imponente sino alla confluenza della valle della Bogliona nella valle della Bormida, deve aver attratto gruppi di uomini già in età ligure, anche perché la minacciosa muraglia di arenaria è sovrastata da un accogliente altopiano, che ben si adatta ad ospitare un villaggio, secondo le tipiche modalità abitative dei “castellari” celto-liguri.
Purtroppo non ci sono rimaste testimonianze di antichi insediamenti e dobbiamo attendere l’epoca romana per ottenere qualche tangibile traccia della presenza di un abitato nel territorio dell’attuale Terzo, come dettagliatamente illustrato nel contributo “Terzo in età romana”, situazione che induce a ritenere che in effetti Terzo, in epoca romana, costituisse una sorta di “appendice” residenziale di Acqui: i ricchi cittadini acquesi amavano far costruire comode case nelle campagne, preferendo la pianura alle colline, e la piana di Terzo ben si adattava a questi gusti, anche perché, come si è visto, essa era attraversata da una grande strada.
LA TORRE - La torre medievale di Terzo. L'imponente ma slanciato edificio a base scarpata è ciò che rimane delle strutture fortificate del castello di Terzo, già presenti nel X secolo, ma ristrutturate tra la fine del Trecento e gli inizi del secolo successivo dalla potente famiglia feudale dei Malaspina, che proprio in quel periodo assumeva il dominio di Terzo. Tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento il castello venne nuovamente trasformato, sia nella parte inferiore sia nella sommità, ove venne aggiunta la loggia. Al periodo di fine Seicento, inizio Settecento risalgono le volte a padiglione, l'apertura delle porte d'accesso e delle finestre rettangolari: quest'ultimo intervento può connettersi all'incendio del 1691 operato dalle truppe tedesche di Eugenio di Savoia, che privò il castello di Terzo di ogni interesse difensivo, limitandone definitivamente l'uso a scopi residenziali, fino al definitivo abbandono alla fine del Settecento e la rovina del castello, di cui la torre rimane l'unica testimonianza ancora visibile.
Foto gentilmente concessa dall’archivio fotografico Tronville Acqui Terme