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Terzo in età romana

La storia più antica di Terzo può essere fatta risalire all’epoca romana. Per le epoche preistoriche non si hanno purtroppo a tutt’oggi ritrovamenti certi in quanto non sono state finora compiute indagini sistematiche archeologiche nel territorio di Terzo riferite a quei periodi.
Tuttavia dai ritrovamenti effettuati nelle zone limitrofe al territorio di questo Comune, si può anticipare quasi con certezza che l’uomo doveva già essere insediato intorno all’epoca neolitica sui terrazzi fluviali a fianco del Bormida e dell’Erro, così come ad Acqui Terme in regione Fontanelle in cui si rinvennero vari fondi di capanne a fianco del fiume Bormida ed in regione Lavaretta di Cassine con rinvenimento di utensili (ascia in pietra verde, nucleo in diaspro e utensile in osso) e così pure nella successiva età del bronzo similmente ai ritrovamenti di regione Marchioli di Acqui Terme con frammenti di grossi vasi per la produzione di formaggi e di regione S. Giovanni di Cassine.
In età del ferro la nostra regione era abitata da quelle popolazioni chiamate Liguri. Popolo autoctono residente l’intera Liguria marittima ma anche la parte occidentale della Pianura Padana (la cosiddetta “Liguria interna”), che era diviso in tribù. la regione della Val Bormida ed Erro era abitata dalla tribù dei Liguri Statielli.
Questi furono sconfitti dai romani, guidati dal Console Marco Popilio Lenate nella battaglia di Caristo (forse la stessa Acqui) nel 173 A.C., che occuparono questi territori. Sono di questo periodo, il periodo romano, le prime testimonianze di vita dell’uomo ritrovate nel territorio di Terzo. Il suo nome deriva dal fatto di essere a tre miglia di distanza da Aquae Statiellae (Acqui). Infatti il territorio di Terzo fu attraversato dalla strada, in ciotoli e della larghezza di metri 6, in tutti i punti di ritrovamento. Fu costruita nel 109 A.C., chiamata via Aemilia Scauri, in onore del censore Marco Emilio Scauro, che da Vada Sabatia (Vado) raggiungeva Aque Statiellae (Acqui Terme) e proseguiva fino a Dertona (Tortona).
La via Aemilia Scauri fu risistemata, con varianti, da Augusto nel 13 A.C..
Partiva da Piacenza, passava a Tortona ed Acqui e giungeva sino al fiume Varo nella Gallia meridionale assumendo il nome di via Julia Augusta.
Era il principale collegamento da Luni (presso Sarzana), attraverso gli Appennini del Piacentino e Tortona per i carri che da Roma, percorrendo l’Etruria, si dirigevano nella Gallia Meridionale. I pesanti carri non